IL NOSTRO PROGETTO:VILLA ROSA

Villa Rosa rappresenta il nostro obiettivo più importante e la sua realizzazione sarà la risposta alle aspettative di molte delle nostre famiglie.

La sua storia:

Una comunità per 44 persone con disabilità intellettiva e relazionale

Villa Rosa era un’elegante dimora privata nell’entroterra genovese, circondata dal suo lussureggiante giardino e  presto sarà un Presidio socio riabilitativo residenziale  per 40  persone con  disabilità  intellettive e relazionali, con il suo spazio verde di pertinenza, accanto a un parco giochi aperto al pubblico.

Nell’autunno del 2009 sono iniziati i lavori di restauro a Villa Rosa in via Teglia 1, nell’omonimo quartiere della Val Polcevera tra Rivarolo e Bolzaneto, un edificio che era in stato d’abbandono e che il suo proprietario ha donato nel maggio del 2003 all’Anffas Onlus di Genova, avendone conosciuto ed apprezzato le attività del vicino presidio semiresidenziale di riabilitazione “Mario Falchetti” di Mignanego, in via Lavagetto 21, che assiste 65 persone.

La bella villa di inizio Novecento, 1.300 metri quadri distribuiti su tre piani, con quattro vaste sale d’angolo illuminate da ampi finestroni ad arco a tutta altezza, ospiterà in differenti unità abitative un totale di 40 persone con disabilità intellettiva e limitata o nulla autonomia personale, i cui parenti non possono garantire loro la necessaria assistenza. Sono già in lista d’attesa un centinaio di famiglie che si preoccupano di cosa accadrà dopo di loro, quando non potranno più far fronte ai bisogni dei loro figli, ormai adulti. 

Il progetto di ristrutturazione di Villa Rosa, che è stato realizzato dallo studio di architetti Mantero e Salvarani e già approvato dal Comune di Genova, è stato organizzato su due lotti distinti di lavori.

La prima fase dei lavori è stata finanziata in parte dalla Fondazione Carige, dalla Regione Liguria oltre che dalla Compagnia San Paolo di Torino ed ha interessato tutte le parti in muratura, risanando e riportando all’originario splendore le facciate, con le colonne, gli archi e i motivi decorativi di gusto liberty e ricostruendo gli interni secondo le esigenze della nuova destinazione a presidio socio-riabilitativo,  prevedendo  anche la sopraelevazione dell’ultimo piano mansardato.

Alla fine del 2012 è stato completato il primo lotto di lavori per un importo di spesa di € 1.500.000;   è stato effettuato il collaudo statico con esito favorevole.

Nel corso del 2016 è stato approntato un ulteriore lotto di lavori di € 400.000 finanziato dalla delibera regionale del 2012 ed è stato  ultimato nel 2018.

L’ultima fase dei lavori  verrà avviata non appena saranno acquisite le risorse occorrenti che ammontano ad €.  1.800.000.

Abbiamo, nel 2017, chiesto e ottenuto un mutuo bancario   ma mancano ancora settecentomila euro che stiamo recuperando  attraverso un fondo di solidarietà in parte tra i nostri soci    e in parte tra imprese particolarmente sensibili al tema della solidarietà per le persone con disabilità.

Oltre alle diverse unità abitative, la residenza di Teglia, che un tempo era zona industriale e oggi è un quartiere popolare, sarà dotata di sala ricreativa, sala della televisione, cucina e spazio per la ristorazione collettiva, angolo lettura, palestra, aule per la riabilitazione, infermeria e uffici amministrativi. Naturalmente saranno abbattute le barriere architettoniche e l’immobile sarà dotato di tutte le tecnologie di ultima generazione per il risparmio energetico, verranno impiegati manufatti ecocompatibili e a basso impatto ambientale, per dare vita ad un ambiente di elevata funzionalità nella più completa sicurezza di ospiti e lavoratori, nelle norme della Legge Regionale 9/2017.

Gli ospiti di Villa Rosa saranno tutti maggiorenni di fascia medio-grave, i meno gestibili dalle famiglie, che risiederanno 365 giorni all’anno nel presidio, dove saranno disponibili a turni infermieri e ausiliari, medici ed educatori professionali, psicologi, psichiatri e assistenti sociali nelle norme della Legge Regionale 9/2017.  Villa Rosa viene anche a colmare un grave vuoto, perché attualmente non esistono strutture di quel genere in quella porzione molto popolosa di hinterland genovese e sono tantissime le richieste arrivate all’Anffas, anche in seguito all’allungamento della vita media delle persone disabili, che un tempo sopravvivevano raramente ai genitori ma oggi grazie alle nuove cure hanno una speranza di vita decisamente più lunga e di qualità migliore,  aprendo però il problema dell’assistenza, al quale solo il lavoro congiunto di privato sociale  e istituzioni potrà dare una risposta adeguata.

Per espressa volontà del benefattore, una parte dei 1000 metri quadri del parco di Villa Rosa è stata ceduta al Comune di Genova, che ha realizzato un giardino pubblico con parco giochi per i bambini, aperto nell’agosto del 2007, mentre il resto del verde rimane  a disposizione delle persone disabili dell’Anffas, i quali verranno anche aiutati a socializzare e integrarsi per quanto possibile nelle varie attività ludiche e culturali, sportive e sociali del quartiere, perché è fondamentale per tutti loro mantenere un contatto aperto con il mondo esterno.

Di seguito le foto che testimoniano l’avanzamento dei lavori.

APRILE 2007

http://www.anffas-genova.org/upload/17041525910.pdf

MARZO 2013

http://www.anffas-genova.org/upload/17041530201.pdf

MARZO 2014

http://www.anffas-genova.org/upload/17041530246.pdf

FEBBRAIO 2016

http://www.anffas-genova.org/upload/09081693651.pdf

FEBBRAIO 2017

http://www.anffas-genova.org/upload/060317114405.pdf

SETTEMBRE  2018

http://www.anffas-genova.org/upload/24041923313.pdf

GIUGNO 2019

http://www.anffas-genova.org/upload/26091995624.jpg