COMUNICATI DALLA SEDE NAZIONALE ANFFAS

Fondo non autosufficienza 02-03-2018

COMUNICATO STAMPA

Anffas Onlus

Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale

 

 

FONDO NON AUTOSUFFICIENZE, ANFFAS ONLUS: “BENE LA RICOSTITUZIONE A 500 MILIONI MA RIMANGONO ANCORA MOLTE LE CRITICITÀ DA RISOLVERE E I NODI DA SCIOGLIERE”

 

 

“La ricostituzione del Fondo Non Autosufficienze a 500 milioni – cifra raggiunta solo grazie all’integrazione da parte delle Regioni a statuto ordinario di 50.000 euro – è positiva ma permangono ancora delle criticità che vanno risolte” afferma Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas Onlus.

 

“Sicuramente non mancano elementi degni di nota” continua il presidente “come ad esempio l’inserimento nel casellario dell’assistenza di voci particolarmente qualificanti di rilevazione delle misure relative all’attuazione della Legge 112/16 e l’aumento dal 40% al 50% della quota destinata alle disabilità gravissime con riferimento specifico alla SLA e all’Alzheimer”. “Ma restano dei nodi da sciogliere: aspettiamo, infatti, ancora il Piano Nazionale Triennale 2017-2019 per le non autosufficienze espressamente previsto dal decreto di riparto del 26 settembre 2016 ma mai esitato: un vuoto, questo, che ha delle conseguenze”.

 

“In particolare” evidenzia Speziale “mancano tutti i principi e i criteri per l'individuazione dei beneficiari, a partire dalla definizione di disabilità gravissima di cui all'art. 3, nelle more della revisione delle procedure di accertamento della disabilità e con l'obiettivo di adottare una nozione di persone con necessità di sostegno intensivo, differenziato sulla base dell'intensità del sostegno necessario, e mancano anche le indicazioni per lo sviluppo degli interventi a valere sulle risorse del Fondo nell'ottica di una progressione graduale, nei limiti delle risorse disponibili, nel raggiungimento di livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale”.

 

Questo stato di cose comporta automaticamente sia il permanere di inidoneità degli strumenti utilizzati per definire la platea dei destinatari e l’assenza di efficaci sostegni da assicurare agli stessi ed ai familiari, sia il permanere di una assenza di pianificazione con correlate difficoltà attuative da parte delle Regioni e degli ambiti sociali che non hanno ancora speso e rendicontato le pregresse annualità.

“Last but not least” dice ancora il presidente “portiamo all’attenzione di tutti i soggetti coinvolti il fatto che attualmente vi è ancora una quota irrisoria destinata al fondo per la vita indipendente e che i progetti a questa collegati sono ancora in una fase di mera sperimentazione”.

“Insomma” conclude il presidente “a nostro avviso la ricostituzione del Fondo rappresenta solo l’inizio di un percorso che va completato attraverso la ricomposizione della correlata spesa socio-assistenziale, socio-sanitaria, indennità di accompagnamento, permessi lavorativi, “dopo di noi”, assegni di cura, servizi e sostegni per l’abitare, ecc., al fine di assicurare che la globalità di tali interventi disponga di adeguate risorse e sia pertanto resa pienamente esigibile. Il tutto con lo scopo di dare compiuta attuazione al progetto di vita delle persona con disabilità (ex art. 14 legge 328/2000) in chiave di miglioramento della sua qualità di vita e delle condizioni e di inclusione attraverso un incremento graduale e strutturale delle risorse fino a 7 miliardi”.

                                                                                              Roma, 15 febbraio 2018

           

Area Relazioni Istituzionali, Advocacy e Comunicazione

Responsabile

Dott.ssa Roberta Speziale (cell. 348.2572705)

Tel. 06.3212391/15

dott.ssa Daniela Cannistraci

06.3212391/44

comunicazione@anffas.net

www.anffas.net

 

 

Guida al voto01-03-2018

Si segnala che la Guida al voto in versione facile da leggere è stata aggiornata con le indicazioni relative all’introduzione e all’uso del “Tagliando Antifrode”, novità delle elezioni del 4 marzo 2018.

 

Il link alla notizia e alla Guida aggiornata è disponibile di seguito: http://www.anffas.net/it/news/6606/elezioni-del-4-marzo-2018-aggiornamento-della-guida-al-voto-di-anffas/

 

Modalita accredito pagamenti 2018 20-12-2017

 

                        Si desidera comunicare che a partire dal 2018 cambierà la modalità per i pagamenti  dei trattamenti pensionistici, assegni, pensioni e indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili nonché le rendite vitalizie dell’INAIL, sui conti correnti postali e bancari.  Tali competenze saranno infatti erogate  nel secondo giorno bancabile e non più nel primo come avveniva  finora.


                               In dettaglio, se si riceve la pensione su conto corrente bancario e il secondo giorno bancabile coincide con il sabato, come avviene per la maggior parte delle scadenze, essendo giorno di chiusura per le banche, il termine per l’accredito della pensione slitterà al lunedì successivo. Diverse le regole per chi riceve la pensione su un conto presso Poste Italiane che invece il sabato sono aperte per mezza giornata.

 

Per maggior chiarezza, riportiamo il calendario per il 2018:


• mercoledì 3 gennaio 2018: Poste Italiane e banche;
• sabato 3 febbraio 2018: Poste Italiane;
• lunedì 5 febbraio 2018: banche;
• venerdì 2 marzo 2018: Poste Italiane e banche;
• martedì 3 aprile 2018: Poste Italiane e banche;
• giovedì 3 maggio 2018 (il 1° maggio è festivo): Poste Italiane e banche;
• lunedì 4 giugno 2018 (il 2 giugno è festivo): Poste italiane e banche;
• martedì 3 luglio 2018: Poste italiane e banche;
• giovedì 2 agosto 2018: Poste italiane e banche;
• lunedì 3 settembre 2018: Poste Italiane;
• martedì 4 settembre 2018: Banche;
• sabato 3 novembre 2018 (il 1° novembre è festivo): Poste Italiane;
• lunedì 5 novembre 2018: Banche;
• lunedì 3 dicembre 2018: Poste Italiane e banche.


 

Protocollo di Intesa con A.M.I.07-07-2017

Di seguito troverete la circolare della nostra sede nazionale che riporta il PROTOCOLLO D’INTESA TRA ANFFAS ONLUS NAZIONALE E A.M.I (Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani).

http://www.anffas-genova.org/upload/07071735012.pdf

Firnato il decreto dopo di noi29-11-2016

Vita.it - La legge sul "Dopo di noi"  diventa concretamente operativa. Dopo l'intesa raggiunta il 10 novembre in Conferenza Unificata, i ministri Poletti, Lorenzin e Padoan hanno infatti firmato il decreto attuativo che fissa i requisiti per l’accesso al Fondo istituito dalla legge: 90 milioni di euro per il 2016. Il decreto contiene diverse novità e sottolineature, che rendono ancora più esplicito e stringente l’obiettivo della legge: non fare nuove strutture, ma accompagnare le persone. Per Roberto Speziale, presidente di Anffas, che tanto ha contribuito a portare esperienze e riflessioni dentro questa legge, «oggi la legge 112 e il suo decreto attuativo è quanto di più innovativo c’è in Italia, a sistema, in chiave di Convenzione Onu». Ma andiamo con ordine fra i sei articoli del decreto (in allegato).

Art. 1 – le definizioni
Puntuali, con esplicito riferimento al “durante noi”. La legge infatti - si chiarisce - non è solo per le persone con disabilità grave senza più genitori ma anche per quelle i cui genitori «non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno genitoriale» nonché «in vista del venir meno del sostegno genitoriale». Viene esplicitato il legame con il progetto personalizzato della legge 328 e – novità assoluta – introdotto il “budget di progetto” (vedi sotto).

Art.2 – valutazione multidimensionale e budget di progetto
Agli interventi finanziati dal Fondo, le persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare (come definite sopra) accedono «previa valutazione multidimensionale, effettuata da equipe multiprofessionali […] secondo i principi della valutazione bio-psico-sociale e in coerenza con il sistema di classificazione ICF». Questa valutazione è finalizzata alla definizione di un progetto personalizzato, che contiene – è la prima volta che viene citato - il «budget di progetto», ovvero «l’insieme di tutte le risorse umane, economiche, strumentali, da poter utilizzare in maniera flessibile, dinamica e integrata». Il progetto personalizzato è definito assicurando «la più ampia partecipazione possibile della persona con disabilità grave, tenendo conto dei suoi desideri, aspettative e preferenze e prevedendo il suo coinvolgimento pieno nel successivo monitoraggio e valutazione». Sono tutte novità, dal momento – spiega Speziale – che «il sistema attuale fa una valutazione parcellizzata, abbiamo quasi sempre dei PAI segmentati, qui invece siamo dentro un progetto di vita e una volta individuato il progetto di vita la residenzialità e soluzione abitativa diventano coerenti con esso e con la valutazione della persona. Per la prima volta si parla di budget progetto, significa che non ragioniamo più in termini di rette e posti letto ma di progetto di vita: il budget di progetto garantisce le risorse economiche a ciascuno per potersi costruire “il vestito su misura”, questo è di portata assolutamente innovativa perché non c’è da nessun’altra parte, il decreto attuativo della legge 112/2016 ha anticipato quella proposta che abbiamo costruito in seno all’Osservatorio sulla disabilità e inserito nel nuovo Programma biennale d’azione , immaginando il budget di progetto come lo strumento futuro, che si dovrebbe allargare all’intero sistema. Ha anticipato i tempi. In questo senso la legge diventa quando di più innovativo c’è, a sistema».

Art. 3 – interventi e servizi
Cosa potrà finanziare questo fondo? Quali interventi e servizi? Sembrava un punto un po’ vago nella legge, ma ora il decreto attuativo sceglie di essere estremamente dettagliato. Lo fa nei sette commi dell’articolo 3, con un fortissimo rimando alla Convenzione Onu, all’autodeterminazione delle persone con disabilità e al sostegno da dare loro nel prendere decisioni e nei sette dell’articolo 5. Si afferma che con il fondo possono essere finanziati percorsi di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine o per la deistituzionalizzazione, interventi di supporto alla domiciliarità in soluzioni alloggiative dalle caratteristiche ben descritte, programmi di accrescimento della consapevolezza e di abilitazione per la gestione della vita quotidiana. Prioritariamente quindi si citano percorsi, non muri e strutture, benché resti tuttavia la possibilità di utilizzare risorse del fondo anche a interventi per la realizzazione di soluzioni alloggiative innovative, ma con caratteristiche precise (vedi sotto) e «in via residuale» per interventi di permanenza temporanea in una struttura extra-familiare, anche qui con paletti abbastanza precisi. Nell’ottica della priorità dei percorsi sui muri, si afferma anche che gli interventi del decreto presente non rispondono solo ai bisogni abitativi, in una logica a scomparti: questi interventi devono inserirsi in un contesto di sviluppo delle competenze verso l’autonomia e la promozione dell’inclusione sociale, motivo per cui i progetti personalizzati «sono condivisi con i competenti servizi per il collocamento mirato».
Continua Speziale: «Per noi era molto importante legare l’intervento più ancora di quanto facesse la legge al progetto individuale e al budget di progetto, non si tratta di fare strutture ma progetti. Il decreto centra perfettamente questo obiettivo. Le priorità sono interessanti, la deistituzionalizzazione è citata esplicitamente, così come il ruolo principale e attivo della persona e della famiglia. Un dettaglio che non deve sfuggire, che è un po’ il cuore innovativo, è la possibilità che le soluzioni abitative che si andranno a realizzare non siano un condensato di tutte e sole persone ultracinquantenni con disabilità grave, ma al contrario che ci possono essere persone con una disabilità grave insieme a persone con disabilità non grave e anche a persone senza disabilità: questo è il co-housing di cui parla l’articolo 3 comma 4». Il presidente di Anffas cita a tal proposito una sperimentazione innovativa realizzata in provincia di Trento, con una famiglia di origine immigrata ma molto integrata ospita due persone con disabilità, offrendo loro i necessari supporti.

Art. 3 comma 4 – le soluzione alloggiative
Sei i paletti per descrivere le caratteristiche delle soluzioni alloggiative per il dopo di noi, oggetto della legge, oltre alla precondizione già presente nella legge del riprodurre «le condizioni abitative e relazionali della casa familiare». Eccole: potranno viverci non più di 5 persone (anzi, «4 più un posto per le emergenze e/o il sollievo», precisa Speziale), con una scelta di mettere nero su bianco una dimensione per le strutture che nella legge non c’era; complessivamente non ci potranno essere nello stesso contesto più di due moduli abitativi di 5 (cioè ancora una volta non più di dieci persone al massimo, di cui due per emergenza e/o sollievo, «ma non nella logica 8 + 2, bensì con due moduli fra loro funzionali di 4 + 1», chiosa ancora Speziale»; le persone potranno portarsi mobili propri, le camere dovranno essere preferibilmente singole, dovrà essere promossa la domotica, non dovranno essere in contesti isolati ma «in zone residenziali» e se rurali solo «all’interno di progetti di agricoltura sociale». Dovranno essere «aperte alle comunità di riferimento e permettere la continuità affettiva e relazionale degli ospiti». Infine, «non sono previsti in via generale requisiti strutturali»: saranno normali abitazioni civili.

Art. 3 comma 7 – l’emergenza
Questo articolo, insieme alla lettera e) comma 4 dell’articolo 5, affronta il tema della permanenza temporanea in strutture con caratteristiche diverse da quelle qui definite: per alcuni è il punto più fragile e ancora pericolosamente ambiguo della legge. «In situazioni di emergenza» e in particolare quando «i genitori non sono temporaneamente nelle condizioni di fornire alla persona con disabilità grave i sostegni genitoriali necessari ad una vita dignitosa» (non si parla più di assistenza) e dove «non è possibile ovviare ai medesimi con servizi di assistenza domiciliare che permettano la permanenza della persona con disabilità grave al proprio domicilio», ecco che il fondo può finanziare la «permanenza temporanea in strutture dalle caratteristiche diverse da quelle definite al comma 4», a condizione che questa soluzione sia «nel superiore interesse» della persona disabilità, che siamo indicati i tempi del rientro in famiglia, cessata l’emergenza e che sia comunque rispettata la volontà della persona. Alle preoccupazioni di alcuni genitori, Roberto Speziale risponde così: «Non abbiamo risolto tutti i problemi e non è la legge dei sogni, ma nel contesto e tenendo conto del punto di partenza, abbiamo ottenuto dei risultati. La legge consente la permanenza a domicilio, ma ancora una volta con un progetto personalizzato, e per la volta parla di deistituzionalizzazione. Indica una direzione precisa, ma non è la legge sulla deistituzionalizzazione, questo è chiaro. Stiamo iniziando a lavorare per arrivare a una “180 della disabilità”, ma è importante farlo senza ripetere gli errori della 180. Questa è ancora una legge che interviene sull’emergenza, ma che introduce una discontinuità con quanto è sempre stato fatto, è stata scitta una pagina importante che crea un precedente che orienterà un po’ tutto». Anche Elena Carnevali, deputata Pd già relatrice della legge alla Camera, afferma che «la legge che ora diventa operativa aiuterà a sostenere progetti di natura sperimentale e anche ad avviare un percorso, che sappiamo lungo, per invertire quella tendenza tutta italiana a considerare le grandi strutture da oltre 30 posti come unica risposta per il dopo di noi. La nostra logica è stata quella di ampliare la possibilità di scelta, in linea con l’articolo 19 della Convenzione Onu. Nessuno pensa che il cohousing possa essere la risposta per tutte le persone con disabilità, ma la prima platea a cui si rivolge la legge sono le persone con una disabilità intellettiva e relazionale, fino ad oggi forse tra i più trascurati».

Art 4 – le priorità 
L’accesso alle misure del fondo è garantito in via prioritaria a quanti ne «necessitano con maggiore urgenza», tenendo conto cioè delle limitazioni dell’autonomia, dei sostegni che la famiglia è in grado di dare, delle condizioni economiche e abitative e ambientali. Tre categorie di persone avranno la priorità: chi manca di entrambi i genitori ed è del tutto privo di risorse economiche proprie, che non siano i trattamenti percepiti in ragione della disabilità stessa; chi ha genitori che per età o loro stessa condizione di disabilità non possono più garantire nel futuro prossimo il sostegno genitoriale necessario; le persone con disabilità gravi inserite in strutture residenziali dalle «caratteristiche molto lontane da quelle della casa familiare». Il focus prioritario sulla gravità è un tratto distintivo della legge: «È un po’ un paradosso, perché le persone che non hanno una grave disabilità potrebbero avere più opportunità di vita indipendente, è vero, ma è anche vero che altre norme e lo stesso fondo per la non autosufficienza già consentono di sostenere in parte questi progetti, l’urgenza era proprio pensare ai più gravi», spiega Speziale: «In futuro, con più risorse, si potrà arrivare a più persone».

Art. 4 comma 4 – il protagonismo delle famiglie
Al comma 4 dell’articolo 4 si dà corpo a quel passaggio della legge che parlava di “ottica mutualistica”: «le Regioni promuovono altresì interventi volti al riutilizzo di patrimoni per le finalità del decreto presente, resi disponibili dai familiari o da reti associative di familiari di persone con disabilità grave in loro favore, indipendentemente dai criteri di priorità».

 

 

29 novembre 2016

Ricorso del Governo contro le sentenze del Tar Lazio15-04-2015

A seguito delle sentenze del Tar Lazio (v. post precedente) che definiva illegittimo considerare pensioni e indennità di accompagnamento come facente parte del reddito ai fini della compilazione del nuvo Isee, il Governo ha a sua volta deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro le suddette sentenze.

Riportiamo la dicharazione  in merito del Presidente Nazionale Anffas Roberto Speziale.

http://www.anffas-genova.org/upload/15041521818.pdf

Nuovo Isee17-03-2015

Alleghiamo in calce copia della richiesta per urgenti interventi governativi ed amministrativi da parte della  nostra Sede Nazionale a seguito delle dichiarazioni di illegittimità del nuovo Isee da parte del tar del Lazio.

Riportiamo altresì il relativo comunicato stampa.

http://www.anffas-genova.org/upload/17031525415.pdf

http://www.anffas-genova.org/upload/17031525437.pdf

Giornata Internazionale delle persone con disabilità03-12-2014

Quest'anno la Giornata Internazionale delle persone con disabilità sarà dedicata alle nuove tecnologie intese come strumento volto a promuovere l’inclusione e l’accessibilità e utile per contribuire a realizzare la piena partecipazione delle persone con disabilità nella società e dare forma al futuro dello sviluppo sostenibile per tutti.

Di seguito il comunicato stampa del Presidente Nazionale Anffas

http://www.anffas-genova.org/upload/04121422713.pdf

 

Messaggi Inps 6512/14 e 783/1421-10-2014

La nostra sede nazionale ha fornito alcuni chiarimenti circa le modalità per ottenere le provvidenze a seguito del passaggio alla maggiore età della persona con disabilità.

Si riportano di seguito la circolare ed i relativi messaggi Inps.

Circolare 26/14               Messaggio 6512/14                            Messaggio 783/14

 

INFORMATIVA SU DESGINAZIONE MEDICI ANFFAS IN COMMISSIONI INPS 16-07-2014

Si riporta la circolare della sede nazionale riportante una prima informativa sulla designazione dei medici rappresentanti  lAnffas all'interno di tutte le Commissioni INPS deputate a verificare i requisiti dell'invalidità.

Allegato

ELEZIONE NUOVI ORGANI SOCIALI16-06-2014

Grande partecipazione per l'Assemblea Nazionale dei Rappresentanti delle Associazioni Socie Anffas Onlus, tenutasi a Torino il 7 e 8 giugno, che ha visto la presenza di oltre 200 persone provenienti da tutta Italia.

Oltre ai rappresentanti delle Associazioni locali socie, all’evento sono intervenuti, in qualità di uditori, persone con disabilità, tecnici e collaboratori e soggetti istituzionali quali in particolare: il Sindaco  di Torino Piero Fassino, il Vice Sindaco di Torino Elide Tisi, e Vincenzo Falabella, nuovo presidente FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (cui Anffas Onlus aderisce).

Il tema centrale delle due giornate, sviluppato nella relazione del Presidente, è stato quello della partecipazione, che insieme a responsabilità ed impegno, sempre più l’Associazione intende sviluppare sia al livello interno che a livello interno: al motto di “nulla su di noi, senza di Noi!” Anffas ha scelto di impegnarsi con maggior vigore per la partecipazione delle persone con disabilità e delle loro famiglie alla vita sociale, pubblica e politica del Paese, convinta che questa sia l’unica strada percorribile per garantire loro dignità e pari diritti.

Oltre agli adempimenti assembleari, nel corso delle due giornate si è dato poi spazio ad aggiornamenti su temi di centrale interesse: le tematiche scientifiche, i nuovi progetti per la promozione dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, la valorizzazione del ruolo fratelli e delle sorelle, solo per citarne alcuni.

L’Assemblea ha inoltre conferito una menzione speciale nell’albo d’onore alla Sig.ra Mirella Casale Antonione appartenente all’associazione Anffas di Valli Pinerolesi (TO) per l'impegno e la dedizione dimostrata negli anni verso l'Associazione Tutta.

Come di consueto, quindi, l’annuale appuntamento Anffas è stato occasione di bilanci e di programmi e questa volta in modo particolare, poiché l’Assemblea è stata chiamata a rinnovare, al termine di 4 anni di mandato, le cariche associative.

Alla Presidenza Nazionale si conferma Roberto Speziale, che da diversi anni guida ormai l’Associazione.

Eletti invece come membri del Consiglio Direttivo Nazionale: Giancarlo D’Errico (Torino); Maria Pia Di Sabatino (Pescara); Luciano Enderle (Trento); Giordana Govoni (Cento); Lilia Manganaro (Padova); Laura Mazzone (Genova); Guido Mazzoni (Sondrio); Salvatore Parisi (Salerno); Maria Cristina Schiratti (Udine); Mario Sperandini (Macerata); Giovanni Totta (Foggia); Maria Villa Allegri (Brescia).

Per quanto concerne gli altri Organi: faranno parte del Collegio dei Probiviri Donato Paolo Bandecchi (Abbiategrasso); Fabrizio Ferrari (Mestre); Giovanni Guidi (Brescia) e del Collegio dei Revisori  Giuliana Cavagnola (Brescia); Ivo Manavella (Valli Pinerolesi); Piero Sembiante (Roma).

MOZIONE ASSEMBLEARE 22-01-2014

Testo della mozione assembleare di Trento approvata dall'Assemblea dei rappresentanti delle Assocaizioni Socie di Anffas Onlus.

Scarica allegato

DECISIONE DISCRIMINATORIA COMUNE DI REGGIO CALABRIA 09-06-2013

In allegato comunicato stampa della sede nazionale  inerente la decisione discriminatoria del Comune di Reggio Calabria.

Scarica l'allegato

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