Laboratorio Accoglienza Famiglie straniere

Nell’ambulatorio Pisacane si è svolto un laboratorio accoglienza per le famiglie straniere

con la costituzione di  un piccolo gruppo di familiari plurioriginario .

Il laboratorio si è sviluppato in sei incontri nel periodo luglio-ottobre 2012

Hanno partecipato persone di origine algerina,cinese,peruviana,romena, senegalese.

In questi incontri si è partiti dall’impostazione di un laboratorio linguistico in cui le parole chiave sono state: accoglienza e facilitazione.

I livelli di conoscenza dell’italiano da parte dei partecipanti sono stati vari.

Alcuni famigliari possedevano la conoscenza della lingua italiana elementare.

Altri invece avevano una buona conoscenza e comprensione dell’ italiano.

Le prime attività in cui è stato subito coinvolto il piccolo gruppo sono state finalizzate alla traduzione di  documenti utili per la comprensione dell’organizzazione dell’ambulatorio e per facilitare la comunicazione e la relazione.

Infatti i materiali tradotti sono stati:

-il depliant dell’ambulatorio

-una lista di parole relative ad immagini da far indicare o nominare dal bambino durante le   osservazioni in ambulatorio

Per facilitare i genitori stranieri il depliant dell’ambulatorio scritto in italiano era stato

preventivamente semplificato utilizzando il linguaggio “easy to read”.

Ciascun genitore ha tradotto il depliant nella lingua d’origine.

I depliant tradotti  vengono ora consegnati alle nuove famiglie straniere che accedono all’ambulatorio per facilitarne l’accoglienza.

In un secondo momento poi  si è sperimentato nel laboratorio il racconto di sé, tramite l’uso  di immagini  evocative.

Questo lavoro si è rivelato particolarmente efficace nel dare ascolto alle famiglie che si sono prestate anche ad alcune riprese video.

Le riprese video hanno permesso di documentare ed in un secondo tempo di dare una  restituzione alle famiglie dell’esperienza.

I genitori sono stati anche invitati a portare altro materiale da condividere e tradurre.

Sono emerse leggende, tradizioni, ricette e feste…Così siamo passati dal racconto della tradizione romena del Martisor…alla ricetta del Cous-cous algerino

Lo spazio del racconto è diventato un “luogo affettivo”in  cui le storie  di ciascuno hanno fatto crescere tutto il gruppo.

In generale l’esperienza è stata particolarmente significativa per migliorare la partecipazione, il coinvolgimento delle famiglie straniere ma soprattutto il senso di appartenenza alla realtà ambulatoriale.

                                                     Dr.ssa Gabriella Fredduselli